Se la presente fosse scritta da un ”grillino”, un “dipietrino” o un “bersanino” certo non farebbe clamore; la politica è anche l’arte di dire tutto il contrario di tutto. Ma io sono una che si trova nelle fila di chi governa, una berlusconiana direbbe qualcuno. Sbagliando. Mi chiamo Lina Pasca, sono Consigliere Comunale di Banchette, un piccolo paese di 3000 anime della fredda provincia torinese. Nei valori di Dio, Patria e Famiglia ho creduto anni fa come oggi, ma mi sono tesserata ad Alleanza Nazionale molto prima che, dal profondo cilindro, l’ambiguo mago di passaggio tirasse fuori il PdL. Nel frattempo, qualcosa è cambiato. La politica, dal greco “arte di governare lo Stato”, ha mutato il suo significato letterale rientrando nei meandri dell’ immorale logica del potere. La mia stima per Fini è stata grande quanto grande è l’universo della mia coscienza. Proprio da lì, la voce altisonante della libertà si è ridestata dalla dittatura delle idee, abbattendo i muri dell’ipocrisia, dell’affarismo e della politica sporca. Ergo, la mia necessità di rivolgermi direttamente a Te caro Gianfranco, scrivendoti questa missiva e rendendola pubblica, visto che concerne la res publica. Legittimo successore di Almirante, il quale ti definì “un grande italiano”, figlio di un MSI già violentato dall’alibi della democraticità, hai sfornato AN lasciando, ai nostalgici di stampo conservatore, l’amaro in bocca. Hai chiesto scusa per gli errori e gli orrori della storia di cui non avevi colpa, palesandoti davanti ai miei occhi non come un politico ma come “il politico”. Nonostante questa tua tendenza alla centralizzazione, sapevi che da solo non avresti mai vinto le elezioni. Avresti dovuto fare un altro passettino in avanti scendendo a compromessi, coalizzandoti con chi era stato costretto a schierarsi (per non perdere il suo impero) contro i nemici di sempre, i comunisti. E così dalla sala parto dell’opportunismo è nato quel partito unico in cui mi sono ritrovata improvvisamente, senza che avessi la facoltà di scegliere, dove Berlusconi ha usato Te e Tu hai usato Lui. Hai ottenuto una poltrona, Egregio Presidente della Camera, da dove svolgi pregevolmente le tue funzioni. Quasi quotidianamente ricordi a Berlusconi che “lavori con lui, non lavori per lui”, ma non sei stanco Gianfranco? Non sei stanco dei continui sorprusi del tuo “datore di lavoro” ? Non sei stanco di far parte di una compagine diventata barzelletta agli occhi del mondo? Non sei stufo di essere ridicolizzato quale “portantino” di chi su quella poltrona ti ha messo? Non ti rendi conto di essere il servo di un padrone che sta facendo del suo incostituzionale modus operandi la normalità? Abbiamo iniziato con le escort, storie di sesso e di potere. Tutto normale se la storia riguardasse un ragioniere e la sua segretaria, ma riguarda qualcun altro. Per gli stessi motivi il Presidente della Regione Lazio si è dimesso, Berlusconi no, non l’ha fatto. Poi c’è stato il lodo Alfano: si sa, i magistrati sono corrotti quanto i giornalisti sono farabutti. In ultimo, il Processo Breve: immorale, bieco, eticamente scorretto. Ergo, non si può più tacere. E’ impensabile che in virtù di questo procedimento chi aspetta giustizia potrebbe passare a miglior vita senza averla ottenuta, è inconcepibile il fatto che chi dovrebbe scontare una pena potrebbe non farlo perchè trascorsi i termini: la giustizia è un diritto! La magistratura in Italia ha bisogno di riforme, le lungaggini processuali sono una mostruosità che ci inserisce tra gli ultimi nella classifica europea. Ma va riformata dal basso, potenziando la macchina dei tribunali e aumentando il numero dei magistrati. Il Processo Breve non è la strada giusta, è anche peggio dell’indulto, oscenità del passato Governo su cui tanto ci siamo battuti. Ma tu sai meglio di me Gianfranco perchè è stato ideato e non mi interessa il fatto di essere una Consigliera di centro-destra per denunciare il tutto. Sono una persona, e come tale ho il diritto di capire, di esprimermi, di render noto il mio pensiero, è la libertà che me lo permette, quella di cui Tu ti stai privando. Non posso pensare Gianfranco che Tu rimanga a guardare. E’ vero che questo Governo è padre di tanti successi, Abruzzo, riforme, piani di sviluppo, leggi anti-stolking, così come è vero che ci sono magistrati a cui Berlusconi non è “simpatico”, ma la legge non la fanno i magistrati. Chi è accusato di un reato deve essere processato, chi è colpevole deve essere condannato. Ti ricordo che neanche l’immenso potere di Craxi partorì un simile antidemocratico pensiero, lui che finì processato come tutti i comuni cittadini e finì la sua vita in terra straniera. Perchè Berlusconi non dovrebbe essere processato come tutti gli altri? Se è innocente, perchè non dimostrarlo? Me lo spieghi Gianfranco? Non puoi continuare a svolgere il tuo ruolo con l’intima speranza che la legge passata al Senato non passi alla Camera, non puoi incrociare le dita affinchè il ko sia la tua salvezza, senza che Tu possa gridare la tua contrarietà. Perchè lo so Gianfranco che a Te il Presidente del Consiglio non piace, che consideri incostituzionali i suoi disegni di legge, che pensi che i molti che lo criticano abbiano le loro ragioni. Ma tu non ti esponi, pensi alla poltrona, e te lo fai piacere il Cavaliere! Ma dove è finita la tua dignità? Dov’è finito l’orgoglio della destra italiana? Dov’è finito il “grande italiano”? Sono fiera di essere del centro-destra Gianfranco, ma non sono fiera di questo centro-destra. Non voglio sentirmi in difficoltà per difendere Berlusconi dagli attacchi che gli vengono mossi, perchè non c’è ragione di difenderlo. Tolga dall’imbarazzo i sostenitori del suo governo affinchè possano continuare a sostenerlo con ragione e si faccia processare! Credo nella Costituzione, nella legalità, nella democrazia, ma Voi me le state portando via. Io non sono una goccia nel mare, il malcontento nel PdL cresce: vorremmo difendere coi denti idee in cui neanche noi crediamo, perchè sappiamo che son sbagliate. Gianfranco, vorrei continuare ad essere fiera di Te, ma con questi presupposti è impossibile. Il Cavaliere non mi ha mai delusa perchè non mi ha mai illusa, Tu sì. Continuerei ancora a stimarTi se credessi anche Tu nei valori dell’onestà, la rettitudine, la libertà. Quella stessa libertà che mi oscura la ragione, che mi trasforma in un fiume in piena, che mi stravolge l’animo, che mi fa parlare con la passione di chi spera, che non mi fa avere paura delle critiche che i miei colleghi mi muoveranno domani. Non ho paura Gianfranco, non averla neanche tu. Non si può più tacere, non si può, non si deve! Allontanati da chi sta consegnando il nord alla Lega, da chi sta creando leggi mostro per i suoi interessi. Ti prego Gianfranco, allontanati dai nefandi giocolieri e dagli abili illusionisti del circo del potere. Non ti interesserà, ma se non lo farai tu, lo farò io. Nella stazione dei sogni il treno si ferma. Io scendo.
LINA PASCA, una Finiana


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Stavo quasi abbandonando ogni speranza cara Lina invece vedere persone che, come te, palesano la loro idea contro la “moda del momento” rinvigorisce l’anima!!! Fa sperare in un futuro diverso, non pre-programmato nè tanto meno dettato dall’apparenza! Bene Lina, molto bene, sono veramente felice di essere italiano quando ci sono questi momenti di orgoglio politico!!!