Lina Pasca e dintorni…

…perchè la storia siamo noi….

IL GAY NON E’ MALATO

Anche questa volta l’intento è riuscito. Fabbricare a tavolino una canzone che scatenasse le polemiche. Conta più questo a Sanremo, che il testo stesso. Mi riferisco alla canzone del tal Povia, “Luca Era Gay”.
Voleva che se ne parlasse e ciò è accaduto. Lo sto facendo anch’io in questo momento. Non perché sono un critico musicale, né perché consumatrice di dischi. Semplicemente perché penso che degli argomenti delicati (così come lo è questo) non possano essere trattati con così tale “mercificazione”.
Il cantante in questione definisce l’omosessualità come una malattia. Una malattia da cui si può guarire. Manco fosse una bronchite da curare con antibiotici. E, addirittura, in una madre che lavora troppo e in un padre assente ne vede le cause.
Io vorrei sapere dove sono le famiglie oggi dove la mamma non è fuori tutto il giorno per lavoro e il papà altrettanto.
Di famiglie in cui avviene una separazione, nel mondo, oggi, ce ne saranno milioni. Dove la madre a seguito di questa comincia a parlare male a suo figlio del suo ex marito, e dove questo, ormai sbandato, comincia a bere.
E’ questa sarebbe la causa della omosessualità? Questo sarebbe il motivo per cui un giorno una persona si sveglia e capisce di essere attratta dallo stesso sesso? Ma piantiamola!
Una separazione porta semmai traumi più grandi. Difficoltà nei rapporti interpersonali, talvolta aggressività, scarso rendimento scolastico o nel lavoro, inaffettività. Ma non può sicuramente considerarsi la causa di questa “malattia”. Conosco persone omosessuali con famiglie splendide, che hanno avuto un’infanzia dolce ed appagante, una vita di benessere materiale e psicologico. Esse non hanno subito alcun trauma, eppure sono gay. Famiglie dove il padre non beve, non picchia la moglie, non abusa dei figli, non li abbandona senza cibo. Famiglie cosiddette normali.
O al contrario famiglie ai confini della società dove il degrado la fa da padrone e dove comunque si generano figli eterosessuali.Siamo nell’epoca del consumismo, lavorare tutto il giorno oggi è quasi un obbligo. Ma l’omosessualità esisteva anche quando le mamme restavano a casa a fare la maglia, esisteva quando in Italia non c’era nemmeno il frigorifero. Era diffusissima nell’antica Grecia, nell’Italia Rinascimentale. Se ne parla anche nella Bibbia. Non stiamo parlando quindi della cosiddetta epoca moderna. Tutt’altro.
La sottoscritta ha un lavoro che la fa stare fuori casa tutto il giorno, con un marito che spesso non c’è ma che quando c’è fa alle sue figlie da padre e da madre. Se dovessi pensare che questo un giorno potrebbe causare a mia figlia questa “malattia”… bhè, sinceramente, mi viene proprio da ridere!
Non sono un medico, non sono uno psicologo, ma non penso che bisogna avere una laurea specialistica per capire che l’omosessualità NON E’ UNA MALATTIA. E’ semplicemente (si fa per dire) l’orientamento sessuale verso individui del proprio sesso. Punto.
L’omosessualità, è stato dimostrato, esiste anche negli animali. Ma io, scimmie e leoni abbandonate da genitori alcolizzati e madri manager non li ho mai visti.
Chi parla è eterosessuale ma è convinta che una canzone del genere non possa fare altro che contribuire ad aumentare l’omofobia. In un periodo dove c’è repulsione per tutto ciò che non è standardizzato, che non è uguale all’altro, ciò fa davvero impressione.
C’è il “tifoso” che scatena la sua violenza verso l’altro solo perché questo tiene all’altra squadra, il delinquente razzista di turno che se la prende col povero barbone assiderato dandogli fuoco su una panchina della stazione, lo straniero che stupra le donne italiane non solo per malsani impulsi sessuali ma anche per una forma di xenofobia al contrario, vendicandosi sulle donne del paese che lo ospita.
L’omofobia quale repulsione e intolleranza nei confronti degli omosessuali è segno di grande inciviltà. Certo, non ammetto e mai ammetterò celebrazioni come il Gay Pride che secondo me lede la dignità di coloro stessi che vi partecipano. Non c’è niente da celebrare nell’essere gay, così come non c’è niente da celebrare nell’essere etero.
Una manifestazione del genere, secondo me, è completamente sbagliata, perché altro non fa che sottolineare la diversità di colui che invece vuole sbandierare la propria uguaglianza agli altri. E’ un controsenso, in sostanza. Paradossale direi, antitetica. Siamo in un Paese dove il Vaticano non accetterà mai le unioni tra gay, ma nonostante chi vi parla sia credente (anche troppo…) non penso che sia utile (almeno in questa sede) analizzare il punto di vista religioso.
Certo, istituzionalizzarle, magari con un matrimonio, può non trovarmi d’accordo. Ma ricordo ai lettori che ci sono paesi nel mondo (pochi per fortuna) dove per l’omosessualità è ancora prevista la pena capitale, o, se non quella, l’ergastolo.
Nessuno quindi deve e può vietare a due persone dello stesso sesso di amarsi e di essere felice col proprio partner, indipendentemente dal sesso. Due persone dello stesso sesso che si amano non sono due malati. Sono due persone che hanno un lavoro, degli affetti, una vita sociale, né più, né meno degli altri. Semmai molta più sensibilità. Essere gay non è una malattia da cui guarire, è uno status.
L’amore è amore e basta. In qualsiasi forma si manifesti e qualsiasi siano i protagonisti.
L’importante è rispettare gli altri, senza ledere la dignità umana di se stessi e di chi ci circonda.

Non c’è una cosa nell’universo intero più grande dell’amore, della sua forza, della sua importanza.
E’ ciò che ti fa sentire più sicuro, che ti dà lo slancio per andare avanti. Che ti protegge quando hai bisogno di essere protetto, che ti chiede aiuto quando ha bisogno di te, che ti dà la vita anche quando ti sembra di morire.
L’amore è ciò che fa muovere il mondo. In un momento dove ogni pretesto è buono per generare guerre non facciamo in modo che anche l’amore ne sia la causa.
Qualsiasi persona decidiamo di amare, amiamo… e basta.

Lina Pasca

19/02/09

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10 commenti»

  TONIO wrote @

tonio
essere gay non e’ una malattia ma molto di piu’.

  lina0402 wrote @

lina pasca
Anche lasciare un commento del genere denota una malattia. Mentale.

  ELEONORA wrote @

Sono d’accordo con te in tutto ciò che hai scritto, io non ho sentito la canzone di Povia ma sono sicura che il suo intento era di farsi un po’ di pibblicità gratuita, di far parlare di sè. Infatti, alla fine di questo Festival si parla solo della sua canzone e forse era anche l’intento dell’organizzazione per far alzare l’auditel. Sono d’accordo sul fatto che i gay non sono malati ma che amano, come amiamo noi etero, allo stesso modo, l’unica differenza che amano quelli dello stesso sesso. E allora chi se ne frega? Perchè noi etero dobbiamo preoccuparci di cosa fanno, di chi amano…..
Una risposta a tonio che commenta che i gay sono più che malati, le persone malate sono altre e non coloro che la pensano o vivono in modo diverso da noi.
Grande Lina.
P.S. Molte volte parlare di questi argomenti diventa un rischio ma è giusto parlarne.

  marco wrote @

Beh è il solito tormentone montato ad arte dalla televisione.. potrebbero farci vedere uno stupro ad ogni tg e fare ascolti così.. a sanremo parlano di gay.. mi aspetto una legge contro di loro a breve…
Poi nel testo non mi pare parli di malattie.. secondo il mio parere modesto se lo si legge una volta penso basti.. se poi facciamo i perbenisti e non possiamo dire gay perchè è offensivo allora rinfacciategli solo quello..
nemesi sono d’accordo con te sul messaggio veicolato ma mi pare ci stiano mettendo davvero tante stupidate i giornalisti..
però penso che un gay non si faccia sti problemi suvvia.. a parte che l’omosessualità che un tempo era considerata malattia ora non lo è più.. un pò come 50 anni fa si rinchiudevano i pazzi, li curavano con gli elettroshock o 400 anni fa legavano delle donne a dei pali e le bruciavano… semmai questo potremmo ricordarlo agli ignoranti che danno fiato alle loro bocche senza sapere e riconoscere la realtà!
Uhm se c’è qualcuno che vuole replicare in modo offensivo faccia pure visto che c’è chi l’ha fatto…

  michele wrote @

Ringrazio tutti gli eterosessuali con una certa ampiezza di vedute ma ritengo che solo essendo gay si possa capire quanto le cose non siano cosi’ semplici.

La nostra cultura è putroppo ancora intrisa di omofobia o di concetti quali “etero è meglio, etero è normale”. Questi “valori” ci vengono instillati fin da piccoli e fanno putroppo parte del nostro bagaglio culturale, anche a livello inconscio.

Vi assicuro che per un adolescente, lo scoprirsi gay può spesso essere una tragedia dal punto di vista psichico e sociale. Molte persone impiegano anni per accettare appieno la propria identità. Il coming out sembra una cosa semplice, ma prima di esso spesso si soffre moltissimo e si ha paura di “deludere” gli altri.

Il messaggio del cantante, in cerca di polemiche per alimentare la sua notorietà, è fotemente fuorviante nei confronti dei ragazzi che stanno “facendo i conti” ed accettando la propria omosessualità. Questi ragazzi, molto influenzati dai media e dai cantanti, potrebbero pensare di poter “guarire”, quando ciò e scientificamente impossibile, non trattandosi di una malattia e nemmeno di una deviazione. Potrebbero pensare ad una fase transitoria della loro vita, che li farebbe solo star male più a lungo.

Perchè la TV pubblica, su un tema cosi’ delicato, permette la diffusione di idee totalmente sbagliate sul piano scientifico e non è consapevole dei danni psicologici e silenti che tali messaggi infondati possono portare ai ragazzi?

  guglielmo wrote @

“Certo, istituzionalizzarle, magari con un matrimonio, può non trovarmi d’accordo.Ma ricordo ai lettori che ci sono paesi nel mondo (pochi per fortuna) dove per l’omosessualità è ancora prevista la pena capitale”

RISPOSTA: e allora che senso ha parlare di uguaglianza se tu puoi “ufficializzare” il rapporto col tuo uomo e un gay no?Non mi pare proprio il caso di giustificare certe limitazioni con il fatto che in alcuni paesi l’omosessualità sia punita come reato mentre in Italia siamo più “umani” perchè di base esiste una matrice comune:LA DISCRIMINAZIONE.Parlare di libertà senza poi avere la facoltà di metterla in pratica non serve a niente,soltanto a nascondere le nostre ipocrisie!

  lina0402 wrote @

Lina Pasca
Sono perfettamente d’accordo con te Gugliemo. Hai ragione. Non potevo però in questa sede allargare il discorso all’istuzione matrimonio, in quanto ne avrei parlato in un altro articolo relativo alla maternità.
Se avrò il piacere di averti come lettore, capirai cosa volevo dire.
Grazie,
Lina.

  fina wrote @

sono cn i gay in tutto e per tutto volevo proprio saperne di più sul fatto dell’omosessualità e da cm possa “generarsi” nel senso,quale è il fattore ke porta un essere ad essere attratto dal suo stesso sesso.quindi se non è una malattia cm può vericarsi questa normale ma pur sempre strana cosa?vi chiedo di scrivere se qualcuno possa spiegarmelo.grazie
fina

  antonio wrote @

brava lina
sei quello che sei!!
il tuo antonio

  pina wrote @

bhe cosa dire secondo me essere gay nn è una malattia………ma kual’è il problema se kualkuno decide di innamorarsi di una xsona dello stesso sesso?????????????noi nn sappiamo ki ha deciso ke l uomo debba innamorarsi x forza di una donna????????? nessuno da deciso la normalita sulla terra………. noi vediamo normale il fatto ke una donna debba amare un uomo sposarselo e avere figli xke kosi per noi è normale, ma nn è cosi ognuno è libero di comandare la preopria vita e nn bisogna discriminare kueste xsone xke sono essere umani kome noi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
PINA


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