Lina Pasca e dintorni…

…perchè la storia siamo noi….

SCUSATE SONO SOLO UN BAMBINO

Nel pomeriggio di ieri è scomparso un altro bambino. Giocava dietro al casolare di campagna, in mezzo ai campi, ma quando la nonna è andato a cercarlo, non lo ha più trovato.
E ci risiamo, ho pensato angosciata appena l’ho saputo. Ricomincia un dramma per un’altra famiglia.
E proprio mentre scrivevo quest’articolo ho saputo del lieto epilogo.
Il bambino è stato ritrovato in una buca, spaventato ma in buona salute.
Non posso dire lo stesso per Denise Pipitone, Angela Celentano, Pasqualino Porfidia, Estelle Mouzin, Maddie McCann, Santina Renda…
Potrei elencare tanti nomi, ma questo spazio non basterebbe. Le loro famiglie vivono nell’angoscia e nel dramma ormai da anni. Si tratta di bambini inghiottiti dalla terra.
Quello dei bambini scomparsi è purtroppo un fenomeno in forte crescita.
Solo nei primi 3 mesi nel 2008 e solo in Italia, i bambini scomparsi sono 368. La Polizia di Stato riferisce nell’ultimo aggiornamento che i minori scomparsi dal 2005 al 2008 sono 2932.
Cifre da far accapponare la pelle.
E se sembrano tanti, non vi stupite. Non per tutti i minori scomparsi viene sporta denuncia. Ci sono le cosiddette scomparse silenziose.
Quelle di bambini che vivono in Italia ma che non sono stati mai neanche censiti. Quelli che vivono nel degrado, ai margini e quasi sempre nell’illegalità, gli immigrati clandestini, africani, rom, cinesi e altri extracomunitari irregolari.
Di questi bambini non si sa nulla, nulla significa che molte volte non esiste nemmeno una foto, forse esiste un nome, quasi mai un cognome… E non esistere, significa che se ti rapiscono, se ti vendono, nessuno se ne accorge.
Di bambini stranieri ne scompaiono in media 48 al mese, quasi 2 al giorno. Qualcuno li considera bambini di serie B. Hanno un altro colore della pelle, appartengono ad un’altra etnia. Ma sono innocenti, come i nostri figli.
Italiani e stranieri, sono migliaia i bambini che ogni anno svaniscono nel nulla, diventono fantasmi.
Sono diverse le cause che son dietro la scomparsa di un bambino.
Ricordiamoci dei genitori separati che usano il bimbo nato dal loro felice matrimonio come arma. Lo contendono al pari di una proprietà di famiglia, solo mattoni, niente anima. Quando il giudice deputato a stabilirne l’affidamento lo assegna all’uno o all’altra, la parte sconfitta lo porta via.
Via dai suoi affetti, via dagli amichetti, dalla famiglia, dalla propria terra.
Si preparano le valige, si studia un piano, si pensa ad un luogo lontano in cui trasferirsi, si cambia l’identità al bambino che assume il nome di Luca (dopo magari 4,5,6 anni in cui ha saputo di chiamarsi Marco) e si parte. Se è la madre la rapitrice, è convinta di averne tutto il diritto, perchè l’altro è solo il padre.
E’ stata lei a tenerlo in grembo quel bambino. E’ stata lei a partorirlo, è stata lei ad urlare dal dolore mentre suo figlio nasceva, è stata lei ad allattarlo, a preparargli le pappe, a fare notti insonni.
E’ una sua proprietà. Il padre in questa caso non conta niente. E’ un dettaglio.
Non conta sapere che se il bambino esiste è perchè c’è stato anche un uomo che ha contribuito a farlo nascere. Non contano i sentimenti di un uomo che ha dato la vita ad un figlio quanto la madre.
E il bambino? Ciò che pensa il bambino in quel momento? La sua volontà? Non credete che possa avere la sua opinione anche un bimbo di 5, 6, 7 anni? Non credete che quell’uomo tanto odiato da sua moglie possa essere invece infinitamente amato da suo figlio?
Perchè violentarlo così? Perchè decidere per la sua vita? Per quale motivo deve essere coercitivamente destinato a non godere dell’amore di suo padre? Ah, già, dimenticavo… E’ amore materno questo. E’ la madre che ha le doglie.
E’ il caso di Ruben Bianchi, rapito da sua madre, famosa ciclista svizzera sposata con un italiano, nell’agosto del 2004. Il bambino aveva 5 anni. In seguito alla separazione era stato affidato al padre sia dal Tribunale italiano che da quello svizzero, sentenza passata in giudicato.
La madre, nel 2006, aveva fatto sapere, tramite una lettera seguita da un’intervista rilasciata ad un giornale di Zurigo, SonntagsBlic, che teneva suo figlio nascosto in una casa nel Canton Ticino e che non gli avrebbe permesso di uscire fino a quando avrebbe compiuto 18 anni. Solo allora avrebbe potuto decidere con chi stare.
Diritto di essere padre: calpestato.
Diritto di essere bambino, di giocare all’aria aperta, al parco con i compagni, di andare a scuola, di ridere, di vivere: inesistente.

Un bambino latitante, oserei dire. Lo stesso padre non sapeva più se suo figlio fosse vivo o morto e in che condizioni di salute vivesse.
Nel frattempo accumulava i regali di ogni Natale e ogni compleanno, non smettendo neanche per un minuto di lottare per riabbracciare suo figlio. Ed è accaduto. Il bambino è stato ritrovato con sua madre addirittura in Mozambico.
Per quanta riguarda la signora, a prescindere da quali siano stati i motivi della separazione, quello verso suo figlio, per favore, non chiamatelo amore. Da madre ne risulterei offesa.
Non tutti i casi di rapimento per separazione finiscono però con un lieto fine.
Per i figli contesi, e soprattutto per quelli portati via dall’ex coniuge c’è una preoccuapante percentuale di suicidi:
Padre: 94% – Madre: 4% – Minori: 2% (fonte: Tempi Moderni – Italia 1). Lascio a voi ogni commento.
Dopodichè, provo ad affrontare l’argomento pedofilia. E dico provo perché mai nessun argomento mi ha toccato così nel profondo.
A seguito della scomparsa di Estelle Mouzin, bambina francese svanita nel nulla 6 anni fa tornando da scuola in un paese di 1000 anime a Guermantes (Parigi), ho ascoltato un’intervista rilasciata dal presidente di un’associazione francese che si occupa di bambini scomparsi.
Parlava di individui che si dedicano a fotografare bambini a loro insaputa (a scuola, ai giardini, nei loro momenti di gioco), e con le foto creano dei book a disposizione di quelli che vogliono bambini. Così il cliente può scegliere direttamente su catalogo. Ignoro se accanto alla foto sia riportato anche il prezzo.
Proviamo a ragionare, sempre che qualcosa di razionale esista nello squallore di cui stiamo parlando.
La pedofilia è la manifestazione di una forma di devianza sessuale a causa della quale una persona sessualmente adulta prova attrazione sessuale in soggetti sessualmente immaturi. Soggetti cioè in età pre-puberale, ossia bambini o preadolescenti non ancora sviluppati fisicamente.
Ma attenzione non bisogna confondere la pedofilia con la pedopornografia. Se la pedofilia rimane preferenza sessuale, per la legge non è reato, al massimo un disturbo psichico. In medicina il termine indica l’orientamento sessuale del soggetto, non un comportamento illegale, in quanto ci sono pedofili che lo sono ma non commettono atti illeciti molestando i bambini.
Questa è la cosiddetta Pedofilia Latente, cioè morbosa attrazione verso i bambini ma che rimane inespressa e trova il suo sfogo solo nelle intime fantasie erotiche.
C’è poi la Pedofilia Attiva in cui si realizzano violenze a danno dei bambini, e in ultimo, ancor più grave la Pedofilia Killer, in cui oltre alla violenza sessuale, il massimo godimento avviene con la morte della vittima.
La pedopornografia è invece la rappresentazione di atti sessuali in cui sono raffigurati bambini. Questa può essere gestita anche da chi non è pedofilo.
Ciò significa che dietro i rapimenti dei bambini per pedofilia, non ci sono solo pedofili in senso stretto, ma uomini cosiddetti normali che si dedicano al loro commercio. Magari uomini che a casa hanno mogli e figli!
Fanno parte di organizzazioni che commerciano in bambini, hanno “contrattualmente” il vincolo di mettere sulla piazza un certo numero di merce all’anno, e certo è che più è carina agli occhi dei mostri, più facilmente verrà piazzata. La pedopornografia quindi, come molte altre attività criminose, ha alle spalle un consistente giro di denaro.
Così come avviene per l’espianto di organi effettuato su bambini che vivono ai margini della società nel mondo, soprattutto nei paesi dell’America Latina e del sud dell’Africa.
Anche in questo caso il bambino è merce. La famiglia benestante paga per dare al suo ricco figlio un cuore nuovo tolto dal petto di un bambino povero. Questo all’insaputa della sua famiglia d’origine che rimane nell’angoscia più grande ma che, causa l’ignoranza e l’analfabetizzazione, si risolve con una omessa denuncia.
O, caso non raro, con l’accordo degli stessi genitori, i quali o per sostenere la folta prole sono disposti a sacrificare un figlio per poterne sfamare altri 9, o paradossalmente sfornano figli quali mezzi di sostentamento pro vendita.
Facciamo degli esempi. Il caso di una bambina serba di 12 anni venduta dai genitori ad un ragazzo di 21 anni per 17.000 euro. Erano stati chiesti 25.000 euro, ma il futuro marito era stato talmente abile a contrattare che il prezzo era sceso. La giovane donna ha dato alla luce un bambino di cui sarà madre e quasi coetanea. Suo padre è stato arrestato dalla polizia di Brescia oltre che per aver venduto sua figlia anche per violenza sessuale, a sua volta, nei confronti di una quattordicenne (fonte: AGI Agenzia Giornalistica Italia).
Ma 17.000 euro sono davvero tanti, credetemi. La vita di altri bambini vale molto ma molto meno. Per quelli dei Paesi del Terzo Mondo non si arriva nemmeno a 50 dollari.
Non vale niente la vita di un bambino in quei posti. Niente.
Altro esempio di cronaca. La notizia che un neonato è stato comprato per 500 euro da una coppia rom per avviarlo all’accattonaggio (fonte IlGiornale.it). Anche chi l’ha acquistato chiede l’elemosina agli angoli delle strade e si sa come un bambino piccolo attiri l’attenzione dei passanti…
Secondo i dati della polizia la rendita di un bambino che chiede l’elemosina potrebbe valere 100 euro al giorno, 700 euro la settimana, 2800 euro al mese netti, di media.
Per questo vengono rapiti, scambiati, venduti. Un bambino fa più tenerezza di un grande e la sua mano sporca vale quasi come tre stipendi da operaio (fonte: IlGiornale.it)
Anche questa vicenda nasce in un contesto di estremo degrado. La madre naturale del bambino, prostituta romena ventenne, decide inizialmente di abortire poi viene convinta a portare a termine la gravidanza per vendere il figlio. La faccenda pensate si è scoperta quasi per caso. In realtà gli investigatori stavano indagando su un’organizzazione che costringeva dei bambini rom a mendicare e rubare, e in un casolare venivano tenuti «a guinzaglio come cani». Parole queste con le quali addirittura si vantavano della loro attività e carpite durante le intercettazioni telefoniche. Per fortuna quelli tenuti a guinzaglio, 9 minorenni, sono stati rintracciati e liberati. Chissà se riusciranno mai a dimenticare e a ritornare ad una vita normale.
Mi chiedo dove può arrivare la cattiveria umana, la mancanza di cuore e di rispetto per la vita altrui.
Sono una madre anch’io. Non penso che potrei sopravvivere se le mie figlie scomparissero nel nulla, preferirei la morte. E so che chi sta leggendo ora questo pezzo la pensa esattamente come me.
Pertanto, la mia grande stima così come quella dei lettori, va alle madri coraggio di tutto il mondo e ai papà la cui vita è stata spezzata il giorno in cui la mano dell’orco cattivo ha sottratto il proprio bambino all’amore della sua famiglia.
Il mio rispetto va a Piera Maggio, mamma di Denise, alla famiglia Celentano, alla famiglia Porfidia e a tutti quelli che vivranno ancora una Pasqua senza i loro bimbi.
Offriamo tutti la nostra solidarietà a questi genitori che non si arrenderanno mai, che cercheranno i loro bambini scomparsi senza tregua, fino al loro ultimo giorno di vita.
Tanti auguri di Buona Pasqua a voi bambini scomparsi, rapiti da pedofili, o utilizzati come merce di scambio. Ancora una volta usati, abusati, sfruttati e mercificati per il piacere, il guadagno, la cattiveria dei grandi.
Vi abbraccio forte, figli miei.

Lina Pasca

09/04/09

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7 commenti»

  GIANNI wrote @

Ciao Lina,
ti seguo dalla pubblicazione del tuo primo articolo e devo dire che mi sconvolgi (in senso positivo intendo) ogni volta che leggo un tuo pezzo.
Ancora una volta sei riuscita a raccontare un argomento così delicato con precisione e conoscenza dei fatti. Ma si vede che dentro ai tuoi pezzi c’è però anche tanto sentimento e dolore vero per ciò che scrivi e senti sulla tua pelle.
Spero che non ti fermerai mai a scrivere. Hai trattato temi importanti: la differenza tra nord e sud, la violenza sulle donne, l’omosessualità, il terrorismo, la camorra e ora la pedofilia. Sempre grandi temi raccontati quasi come inchieste ma pieni di impressioni personali.
Mi farebbe piacere scriverti magari sulla tua mail se possibile.
Brava, brava, brava davvero.
Gianni.

  Jean-Louis Monteverde wrote @

Reitero qua i complimenti lasciati su fb. Posso dirle che l’ho letto già due volte. Scrive bene, anzi benissimo, di cose gravi, dei fondamenti della nostra vita. Continui! /jl

  ANNALI’ wrote @

Mentre ti scrivo, il mio viso e il mio cuore sono rigati dalle lacrime.
Inorridisco solo all’idea che bambini della stessa età di mio figlio, subiscano atroci barbarie.
Nonostante l’argomento sia inverosimilmente crudo, sei eccezionale come sempre.
Continua sempre così.

A.P.

  B.I. wrote @

Complimenti. Hai saputo esprimere In maniera tanto efficace quanto concreta un argomento così toccante e delicato. Sono un tuo fan . Infatti, ho letto anche gli altri tuoi precedenti articoli che trattano i più svariati argomenti di attualità e devo dire che quello che apprezzo veramente è il modo coinvolgente e penetrante con cui sai raccontare in particolare per questo articolo mi sono addirittura emozionato forse anche perché sono un genitore e come tale, non oso nemmeno immaginare lo stato angoscioso in cui si trovano tanti genitori ai quali va la mia più viva e sincera solidarietà e vicinanza.
Continua sempre così.

Ti abbraccio B.I.

  lina0402 wrote @

Lina Pasca
Per chi volesse approfondire l’argomento, in aggiunta all’articolo, segnalo documenti relativi al tema trattato.

Un video inchiesta:

(per il quale sono rimasta choccata più per i commenti di presunti pedofili che per il video stesso)

Un film di rilievo:
http://www.cine-zone.com/index.php
option=com_content&view=article&id=2661:changeling&catid=18:ultime-recensioni&Itemid=35

Un libro inchiesta:
Titolo: Il Libro Nero dei Bambini Scomparsi
Autore: Boschetti Caterina
Editore: Newton Compton (collana Controcorrente)

I siti blog di servizio:
http://www.troviamoibambini.it/index.php
http://it.missingkids.com/missingkids/servlet/PublicHomeServlet
http://mammadolce.wordpress.com/category/bambini-scomparsi/

Grazie per l’attenzione,
Lina Pasca.

  francesca wrote @

sono pienamente d’accordo.
insieme possiamo farlo…insieme possiamo dire “NO” allo sfruttamento minorile!!!

  lina0402 wrote @

Grazie Francesca per il tuo commento… insieme possiamo farcela!


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