Lina Pasca e dintorni…

…perchè la storia siamo noi….

CHI HA INVENTATO I TALEBANI?

Venerdì prossimo ricorrerà l’ottavo anniversario dai fatti tragici dell’11 settembre 2001.
Se n’è parlato e riparlato a iosa, si sono commemorate le vittime, analizzati i filmati fino all’avvilimento, ma un particolare è sfuggito a molti, a molti di coloro i quali pensano ad Osama Bin Laden come il mostro e a Bush come il martire. Non è così. Ed è questo ciò che tenterò di spiegare in questo pezzo.

In Afghanistan è stato portato a compimento lo stesso progetto ideato dapprima per l’Iraq di Saddam Hussein.
Il dittatore iracheno era stato “scelto” dal governo americano per annientare l’Iran di Khomeini che, nel grande mercato del petrolio e dell’energia (monopolizzato dall’occidente del mondo), cominciava a destabilizzare l’economia.
Parlo della 1° Guerra del Golfo (1980-1988). Approfittando del caos derivato dalla rivoluzione islamica condotta da Khomeini, Saddam tentò di rivendicare alcuni territori petroliferi iraniani. In quest’impresa fu ampiamente appoggiato dall’Occidente intenzionato a indebolire la potenza dell’Iran islamico. La preoccupazione dei grandi era che il fondamentalismo khomeinista potesse impadronirsi dei Paesi arabi e musulmani, ricchi di pozzi petroliferi e di riserve centenarie di greggio.

Unione Sovietica, Stati Uniti, Germania, Francia, Italia fornirono a Saddam le armi più distruttive e potenti. Anche quando il dittatore commise le peggiori atrocità e massacri, il governo americano gli promise armi di distruzione di massa. Vincere la guerra contro l’Iran avrebbe permesso alle grandi potenze occidentali di lavarsi le mani (agli occhi del mondo) considerando il conflitto una questione interna.

Ma il rais iracheno non aveva capito che era stato solo usato e che poi sarebbe arrivato anche il suo turno! L’occasione arrivò quando invase il Kuwait, convinto del fatto che l’America sarebbe rimasta neutrale vista l’alleanza anti-iraniana Usa-Iraq. Ma Saddam si sbagliava. Gli interessi in gioco erano troppi. Schierandosi in difesa del Kuwait, gli Stati Uniti avrebbero finito per controllare anche l’Iraq stesso impadronendosi di altri pozzi di petrolio. Parliamo della Seconda Guerra del Golfo (1990-1991) che Saddam perse.
Il rais sarebbe stato catturato, processato da uno “speciale” tribunale iracheno e condannato all’impiccagione solo il 30 dicembre del 2006, per crimini contro l’umanità . L’osceno spettacolo (in barba a quella democrazia di cui gli Stati Uniti tanto si vantano) è andato in onda nelle “civili” tv di tutto il mondo.

E l’Afghanistan? E Bin Laden? I talebani? Quelli che secondo il mondo hanno fatto crollare le torri gemelle al Word Trade Center non sono altro che studenti coranici addestrati in Pakistan per sfrattare l’Unione Sovietica dall’Afghanistan, con il “patrocinio” del governo americano che li ha sovvenzionati ed istruiti alla guerriglia.

Agli Stati Uniti conveniva che i talebani sconfiggessero i sovietici invasori dell”Afghanistan, una terra in posizione strategica per il passaggio dalle repubbliche musulmane ex sovietiche (Kazakistan, Tagikistan, Uzbekistan ecc.) verso l’Oceano Indiano dei gasdotti e degli oleodotti. Come nel caso dell’Iran, gli interessi erano troppo alti e si chiamavano gas e petrolio.

Per questo gli Stati Uniti hanno finanziato e addestrato Al-Queda, hanno fornito ai mujaheddin afghani missili Stinger e armi per combattere l’Armata Rossa con il consenso della CIA e del Pakistan (fonte: Time Magazine 1991).
Molti non sanno che tra Bush padre e la famiglia Bin Laden c’erano rapporti di affari prima della guerra. Bush senior (portavoce delle multinazionali americane dell’energia) utilizzava anche l’aereo privato del fratello di Osama, Salem Bin Laden, per “trattare” negli ambienti arabi del petrolio (fonte: Gianni Minà – Politicamente Scorretto – ed. S&K).
Ma una volta diventati più forti del previsto la cosa non è andata più bene all’onnipotente America.

Serviva un pretesto per dichiarare guerra all’Afghanistan ora che Bush figlio stava perdendo il controllo dei pozzi nel paese asiatico. E quale migliore occasione se non l’attentato dell’11 settembre?

Non mi sembra poi così assurda l’idea che qualcuno si è fatta del coinvolgimento dello stesso Bush nell’attentato… Certo è che se non fosse accaduta l’immane tragedia non si sarebbe mica potuta invadere d’improvviso l’Afghanistan…?!
E certo che è proprio strano che il paese più potente del mondo lasci che nei propri cieli, non ad uno, ma addirittura a 3 aerei (del 4° non se ne sa nulla…) venga permesso di sorvolare negli spazi aerei dopo esser stato comunicato alla torre di controllo un dirottamento in corso…
Penso che anche un paese non così militarmente attrezzato come gli States avrebbe abbattuto gli aerei in volo, sacrificando la vita di passeggeri ed equipaggio, pur di non mettere a repentaglio quella di 3000 persone poi cadute.
E questo a maggior ragione dopo che il primo aereo colpì una delle torri. Invece la NORAD, la Difesa aerea americana è rimasta a guardare… Dice di essere stata contattata solo 20 minuti dopo la notizia del dirottamento. I Caccia sono stati fatti partire solo dopo 32 minuti dopo che si era perso il contatto col primo aereo (fonte web: http://www.luogocomune.net – 11 settembre – di Massimo Mazzucco)
Perché l’aviazione civile ha tardato ad avvisare la Difesa? E perché la Difesa ha tardato così tanto a far alzare i suoi Caccia? E solo dopo che era stata colpita già la prima torre?
Questo in America? Il paese più potente del mondo? Uno Stato che ha sotto controllo tutto il pianeta non riesce ad avere il controllo dei suoi cieli? E della sede del Pentagono dove è caduto il terzo aereo? Vi sembra una cosa plausibile? Credibile?

Certo, se anche ci fosse l’ acquiescenza dell’uomo più potente della terra (cosa che diventa ancora più credibile se vediamo le immagini delle torri sbriciolarsi come per effetto di un’implosione controllata, che per un aereo finitoci dentro…), ciò non assolverebbe il criminale attentato alle torri gemelle e al Pentagono. Ma potrebbe però servire a chi si è fatta un’idea democratica, libertaria e “generosa” degli Stati Uniti e dei suoi governanti. Essi sono semplicemente quelli che hanno “tenuto vivi” i peggiori criminali della politica moderna, questo in Asia come in America Latina e Africa, e quel che più è peggio con il coinvolgimento della civile Europa.

In questo modo i mostri creati, istruiti, usati per far danno agli altri stanno facendo del male a chi li ha creati, istruiti ed usati.  Cioè a noi, vittime ed arteifici del nostro stesso orrore infinito.

“Vi sono momenti nella vita in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre.”

Oriana Fallaci

Lina Pasca

07/09/09

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4 commenti»

  Raffaele de Chiara wrote @

Cara Lina,

Ho appena letto il pezzo, davvero ottimo nella sua stesura; chiarezza di esposizione e vigore appassionato si fondono assieme in un’amalgama ammaliante e coinvolgente. Premesso ciò tuttavia, riguardo l’attentato dell’11 settembre, sebbene convenga con te riguardo le numerose discrasie tra le prime notizie diramate e quelle poi successivamente “ufficializzate”, non sono totalmente d’accordo con le tesi complottarde da te sposate. Che ci fossero degli interessi e delle volontà ad invadere l’Afghanistan questo è fuor di dubbio, di qui però a credere che qualcuno nell’amministrazione americana abbia giocato un ruolo così determinante nell’esecuzione degli attentati, ce ne passa. Ricordi il viso di Bush tra il puerile ed il disincantato quando gli comunicarono l’attentato? Ecco, non mi sembra proprio l’espressione di un congiuratore. Ancora non si dimentichi le gravissime ripercussioni che quei attentati hanno avuto sull’economia americana, senza contare poi il grave vulnus scavato nella credibilità dell’America da sempre crogiolatasi nel mito assoluto della sua invincibilità.

L’america ha creato dei mostri che l’hanno poi fagocitata ma non ha potuto, nè essa nè suoi singoli rappresentanti, contribuire scientemente alla sua stessa dissoluzione.

Bella anche la citazione della Fallaci.

Cordialmente
Raffaele de Chiara

  Anna wrote @

Ciao Lina
Complimenti per il tuo pezzo, come al solito e’ ottimo.

  Benny wrote @

Cara Lina, con l’argomento dei talebani e più in generale del terrorismo internazionale, di cui cade proprio oggi quel triste anniversario, che anche a distanza di 8 anni mantiene i ricordi ancora vivi, hai messo in evidenza alla tua maniera (precisa , netta ed inequivocabile) una realtà che ha cercato di celare il motivo di egemonia economica che gli Stati Uniti d’America con la complicità dell’Europa hanno sempre vantato. Soprattutto nell’era della globalizzazione ed in questo particolare periodo di crisi economia dove oramai anche in funzione del fatto che paesi emergenti come Cina e India si vogliono mettere in evidenza, gli Stati Uniti d’America, pur di non lasciarsi scalfire nemmeno minimamente del proprio potere e della propria supremazia, hanno reso ogni mezzo e ad ogni costo (soprattutto in termini di vite umane) leciti . Detto ciò però, permettimi di dissentire sul fatto che a me sembra assurda piuttosto l’idea di un eventuale coinvolgimento di Bush nell’attentato su menzionato.

  lina0402 wrote @

Lina Pasca
Grazie a Raffaele, Anna e Benny per i commenti (sempre graditi!) ai miei pezzi. Siete davvero gentili!
Quanto al fatto che voi, Raffaele e Benny, dissentiate sull’ipotesi di un coinvolgimento diretto da parte di Bush, mi fa davvero sperare che le ipotesi da me (e da tanti altri) prospettate siano da scartare. Me lo auguro di cuore. Soprattutto per le 3000 vittime e le loro famiglie, la cui storia da quel giorno è completamente cambiata.
Un abbraccio.
Lina Pasca.


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