Lina Pasca e dintorni…

…perchè la storia siamo noi….

CRISTO E IUS

crocifisso-velasquezA chi crede che quello italiano sia “semplicemente” uno Stato laico citando la sterile definizione dell’art. 19 della nostra Costituzione, e definendo esemplare la sentenza della Corte di Strasburgo (quale garanzia di laicità e libertà di religione) vorrei ricordare che la prima forma di Diritto è stata la Tradizione. Usi, costumi, consuetudini intrisi di credenze, passioni, valori accumulatisi nel tempo, il cosiddetto “ius” (brodo).

Caratteristica tangibile, questa, nel Diritto britannico dove anche il sentimento religioso e la tradizione della civitas hanno determinato un diritto intriso di religiosità. Quel che più è grave della sentenza (politica) di Strasburgo non è la non accettazione del Crocifisso, che si potrebbe frettolosamente considerare quale offesa alla religione cristiana, ma il RIFIUTO DELLA RELIGIONE COME STORIA, essa stessa quindi “fonte del moderno diritto”. Il punto quindi non è che il Crocifisso in aula “offenderebbe” la sensibilità degli studenti non cattolici e delle loro famiglie. Ma la negazione del collegamento simbiotico religione-diritto.

L’iconoclasmo (inteso come negazione del valore simbolico delle icone religiose) della Corte di Strasburgo, è rifiuto della religiosità come fondamento del diritto, andando a concepire quest’ultimo da un punto di vista strettamente e meramente positivistico, pragmatico e scientifico. Ergo negando la tradizione quale fondamento del Diritto stesso. Rimuovere il Crocifisso da scuole e luoghi pubblici non offende la religione e la libertà religiosa, ma la storicità del nostro ordinamento giuridico.

 

LINA PASCA

Annunci

5 commenti»

  ondanomala wrote @

Cara Lina,

Sebbene convenga sulla ricostruzione concernente la storia delle fonti del diritto moderno ciò su cui non mi trovi d’accordo è invece la spasmodica esigenza di tutela di quella fonte che, mi preme ricordare è sempre “una” e non “l’unica”.

Sovente in passato in nome della presunta “storicità” di taluni valori si sono perpetrate immani tragedie, due su tutte le crociate ed il nazismo. E’ proprio il ricordo di quegli eventi che deve indurci a non esasperare il carattere storico di taluni valori sino al punto da assurgerli a veri e propri vessilli sotto le cui insegne combattere ed immolarsi.

Con stima
Raffaele de Chiara

  lina0402 wrote @

Ovviamente non sono affatto d’accordo. Ma non dubitavo di queste tue posizioni.
Quanto alle crociate e al nazismo, hai detto bene… in passato. Oggi non si sta esasperando il carattere storico di taluni valori ma, al contrario, l’esasperazione è nel voler a tutti i costi demonizzarlo tale carattere storico, dando anche alla religione e alla religiosità un’accezione negativa.
Sono cresciuta col Crocifisso in casa e in classe e non ho subito alcun trauma.
Ciò che invece mi traumatizza è la continua ricerca di atti che vadano a mercificare e annichilire i valori di sempre. Questo nella società attuale, che anche tu hai definito sempre più scevra di valori ed ideali.
Lina

  mario arpaia wrote @

sono d’accordo con la corte di strasburgo lo stato è laico, la religione è un fatto privato.
Mario

  un credente wrote @

Non sono cattolico, ma credo lo stesso in Cristo. Tuttavia sono contrario all’esposizione del crocifisso IN OGNI SUA FORMA E IN OGNI LUOGO. Lo ritengo inutile oltrechè antiscritturale. Penso che pochi dei sedicenti cristiani odierni sappiano che Gesù Cristo stesso disse di non voler ricevere alcun atto di adorazione, dal momento che questi spettano solo a Dio stesso. E penso che sempre pochi sappiano che le Scritture condannano l’uso di qualsiasi immagine per quasivoglia forma di aorazione, rappresenti essa (l’immagine) Dio o altri. Portarsi addosso un crocifisso o esporlo su una parete o in qualunque altro modo mi sembra un controsenso: sarebbe come se un nostro grande amico venisse ucciso con una coltellata e noi, per ricordarlo, appendessimo alla parete il coltello sporco di sangue e ne facessimo creare delle riproduzioni in miniatura da usare come ciondoli o altro. Mi pare assurdo. Detto ciò non mi esprimo sulla sentenza della corte. Giusta o non giusta (legalmente parlando) non mi interessa. Mi fa però ridere l’insensato vigore col quale migliaia di italiani difendano le proprie radici cristiane proclamando il diritto all’esposizione del crocifisso, quando nella loro vita quotidiana se ne infischiano altamente di quanto il Cristo ha insegnato. Per fare un esempio: vorrei proprio sapere quanti italiani che si professano cristiani arrivino effettivamente vergini al matrimonio. Gesù non disse che era opzionale. Era e rimane un obbligo, altrimenti non ci si può definire cristiani, per quanto le varie confessioni religiose chiudano gli occhi su questa e tante altre “mancanze”. Ovviamente non voglio generalizzare: sono comunque sicuro che ci siano ancora tante persone sincere, che si sforzano davvero di fare ciò che è giusto e che sono coerenti con quanto dicono. Ma non tutti sono così, anzi. Concludo parafrasando un pensiero di Gandhi: se tutte le persone mettessero in pratica nella loro vita quanto insegnato da Gesù Cristo avremmo risolto molti dei problemi dell’umanità.

  Mario Arpaia wrote @

condivido il tuo scritto


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: