Lina Pasca e dintorni…

…perchè la storia siamo noi….

Archivio per Poesie & Poeti

ECO

ECO

Fredde ali bagnate
di rugiada e di tempo,
arbitrio festante
calda gioia di un momento

Fruscio di parole
nel vacuo del dentro,
forte un’eco a morire
arpia contro il vento

Lina Pasca

 

Creazione letteraria, vietata la riproduzione

 

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EROS

 

EROS

Malìa di occhi a scrutare l’incanto
ebbrezza di fuoco tra estasi e vanto
fende lama di spada di brame
sino a solcar le viscere arcane

Demone infesto di furente passione
membra in affanno in beata visione
più forte di fiumi in odor di tempesta
più cheta di riso di pargolo in festa

Piume di falco nell’immenso Creato
megere tremanti d’anelito e fiato
a sfidar tramonti e desolate aurore
soffocate dal tocco del Dio dell’Amore

Eros soave, tormento struggente
silenzio ed arbitrii di insanita mente
liberi corpi tra peccato ed ardore
struggono l’animo col dramma del cuore

Nessun’età a violarne presenza
t’annebbia il lume sino a demenza
capriccio del corpo, fiamma di Dio
distrugge l’anima e l’essenza dell’Io

Mistica piaga di ignavia quiete
lasciò spazio a famelica sete
come ladri di luce portatori di croce
della carne morimmo a sentirne la voce

 

 

LINA PASCA

Creazione letteraria. È vietata la riproduzione.

FIGLIO

Alito di vita
tumulto di stelle
passione di vittorioso vagito
mi scorri nelle vene più del mio stesso sangue
oh figlio!
Ti serbo nelle viscere carnali
ove vivrai notti di tempesta
tu
fiore assetato di acqua e di sole.
Per sempre.

LINA PASCA

Creazione letteraria. È vietata la riproduzione.

AMOR IN VERSI…

Così breve è il nostro
Cammino in questo sogno.
Il mondo di una rosa.
Ma noi lo rendiamo Immenso
Con soste di lunghi dolci baci
Sulle foglie aperte
 
(XV sec. a.C.)

MI PIACI QUANDO TACI

Voglio dar vita a questa nuova rubrica semplicemente perché adoro la poesia e credo nell’utilità della stessa.
La poesia, meravigliosa arte di usare le parole e di farle nostre insieme al suono che esse stesse imprimono al periodo.
La poesia riesce a trasmettere, forse come solo la musica sa fare, emozioni e stati d’animo.
Nulla ci tocca più nel profondo e riesce a scuotere anche ciò che in noi è irrazionale, la nostra sfera emotiva, il nostro io.
Porterò alla vostra conoscenza le poesie più significative che le anime più belle hanno creato.
Dando forma alle parole e ai sentimenti, esse hanno trovato inconsapevolmente il modo per farci viaggiare dentro noi stessi attraverso l’introspezione dell’io.
Grazie alla poesia ognuno di noi, anima e materia, può abbandonarsi alla bellezza dell’arte, all’ascolto del cuore e godere della soavità delle parole.
 
 

Mi Piaci Quando Taci

Mi piaci quando taci.

Mi piaci quando taci perché sei come assente, e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca. Sembra che gli occhi ti sian volati via e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.

Poiché tutte le cose son piene della mia anima emergi dalle cose, piene dell’anima mia. Farfalla di sogno, rassomigli alla mia anima, e rassomigli alla parola malinconia.

Mi piaci quando taci e sei come distante. E stai come lamentandoti, farfalla turbante. E mi ascolti da lungi, e la mia voce non ti raggiunge: lascia che io taccia col tuo silenzio.

Lascia che ti parli pure col tuo silenzio chiaro come una lampada, semplice come un anello. Sei come la notte, silenziosa e costellata. Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.

Mi piaci quando taci perché sei come assente. Distante e dolorosa come se fossi morta. Allora una parola, un sorriso bastano.

E son felice, felice che non sia così.

Pablo Neruda

 

…Perchè l’amore esiste… nella lontananza, nell’assenza, nel silenzio… e lì sopravvive, nell’affanno dell’essere.

Non c’è amore più grande di quello che parla da solo, fa rumore, confusione, trambusto…  mentre attorno a te c’è la quiete.

Il rumore dell’amore vince la solitudine e la distanza, è luce nel buio, è sorriso nel pianto, è gioia nel dolore.

E’ ciò che esiste nell’occulto, nella sola solarità del cuore.

Amore che piange, sbraita, grida… urla all’idea dell’eterno silenzio.

A te, amore silenzioso.

Lina Pasca

24/08/09

 

CREDO IN TE, AMICO

Credo in te, amico

Credo nel tuo sorriso,
finestra aperta nel tuo essere.
Credo nel tuo sguardo,
specchio della tua onestà.
Credo nella tua mano,
sempre tesa per dare.
Credo nel tuo abbraccio,
accoglienza sincera del tuo cuore.
Credo nella tua parola,
espressione di quel che ami e speri.
Credo in te, amico,
così, semplicemente,
nell’eloquenza del silenzio.

Elena Oshiro

Dovrei ora commentare questa poesia. Ma credo che non ce ne sia bisogno.

E’ tutto chiaro. Tutto scritto nelle semplici ma significative ed esaustive parole dell’autrice.

Credo che l’amicizia sia amore, forse la forma d’amore più bella.

Credo che ognuno di noi si senta più al sicuro sapendo di poter contare su un amico.

L’amico è colui che ci dà, ma che non ci chiede nulla in cambio.

E’ colui di cui sentiamo il bisogno, a volte più dell’amato stesso.

E’ colui che ci dona sempre la sua spalla dove poter piangere.

E’ colui che ci dice che stiamo sbagliando quando stiamo sbagliando e che sorride per i nostri successi.

E’ colui che ci protegge e che ci mette in guardia se c’è un pericolo.

E’ colui che sta in silenzio e ci ascolta quando abbiamo bisogno di essere ascoltati.

Perché, se è vero che chi trova un amico trova un tesoro, credo di essere la donna più ricca del mondo.

Lina Pasca

01/06/09

LETTERA A MIA MADRE

La mia rubrica si chiama La Storia Siamo Noi. Come si può  dedurre dal titolo ha come tema gli eventi e gli uomini che hanno fatto la storia. Se provo ad avventurarmi in un’analisi più profonda delle vicende umane mi accorgo che il filo conduttore è sempre lo stesso: il sentimento. Parlo di quello più grande in assoluto, l’amore.
Se noi esistiamo è perché esiste l’amore. Ognuno di noi esiste perché un uomo e una donna si sono amati. Possono passare anni, possono avvenire distruzioni, guerre, avvicendamenti politici, ma l’amore c’è sempre. Il mondo può evolversi: scoperte scientifiche, mediche, informatizzazione della vita quotidiana, ma lui è sempre lì, e rimane immutato nel corso dei secoli. Lui… l’amore… La forza che fa muovere il mondo.
In questi giorni mi sono soffermata più volte a pensare quale sarebbe stato il tema del mio prossimo articolo.  Avrei potuto parlarvi delle prossime elezioni, della Giornata della Memoria, della malasanità.
Invece questa volta voglio rubare qualche minuto del vostro prezioso tempo per parlare dell’ “affaire” più importante e nello stesso tempo più semplice che esiste al mondo. Voglio innalzare la mia ode alla cosa più bella e straordinaria della nostra vita, l’amore. Il sentimento per eccellenza.
Se io in questo momento sto scrivendo questo pezzo devo ringraziare chi mi ha messo al mondo e ciò è accaduto perchè chi l’ha fatto ha vissuto un amore.
Se voi adesso state leggendo è perchè un tempo tra un uomo e una donna c’è stata una grande passione di cui  siete il frutto.
L’amore per il proprio partner, per un amico, per un figlio, per un genitore. Qualunque sia il destinatario di questo sentimento, il liet motiv è sempre lo stesso: dare, dare, dare.

Perchè un amore in cui si vuol solo prendere non può essere considerato tale. L’amore vero è quello che ti prosciuga l’anima mentre doni essa stessa all’altro.

E secondo voi, al di là del sentimento verso il proprio compagno, c’è una forma d’amore più grande di quella tra madre e figlio? Ovunque voi andiate a cercare, qualsiasi persona interpelliate, la risposta è univoca: NO.
Da qualche minuto è mezzanotte, 10 maggio 2009:  la Festa della Mamma. Altra festa commerciale per eccellenza, oltre a San Valentino, la Festa della Donna, del Papà e così via… Si sa che spesso (molto spesso) le “feste d’amore” sono legate anche al business. E in un momento di crisi come questo direi che spendere qualche euro per far girare un po’  la nostra economia così devastata può fare anche bene.
Certo è che al di là del consumer’s gala che si terrà domani, io voglio semplicemente ricordare che ogni madre merita amore e rispetto perchè fonte di vita.
Voglio dire a mia madre, che non vedo dal 2001, da quando cioè è volata in cielo, che la amo da morire e che non smetterò mai di pensarla e di amarla, neanche per un secondo.
Voglio dirti mamma che se sono quello che sono è perchè ho avuto la grande fortuna di aver origine nel ventre tuo e che da te ho assorbito ogni tuo insegnamento. Voglio dirti mamma che se è vero che sono stata sfortunata a perderti così presto, sono stata anche fortunata ad essere tua figlia. Avrei potuto avere una mamma centenaria ma non avere da lei ciò che ho avuto io da te in soli 26 anni.

Tu mi hai insegnato l’amore verso gli altri, mi hai trasmesso la bontà d’animo che in te era addirittura fuori misura. Mi hai trasmesso i valori veri, l’umiltà e l’amore incondizionato, verso tutto e tutti; il sacrificio, l’onestà, la semplicità.

Mi hai lasciata all’improvviso mamma, neanche nel momento della tua morte hai voluto dare fastidio. Te la sei sbrigata da sola e a modo tuo anche per partire per sempre. Te ne sei andata senza fare rumore ma è assordante la tua mancanza.
Qualcuno ha deciso che il tuo corpo doveva perire, ma la tua anima, cara mamma, resterà sempre dentro di me perchè tu fai parte di me, sei un pezzo di me.
Quel giorno in cui mi hai lasciata, hai spento ogni gioia nel mio cuore, ma oggi che sono mamma anch’io, il sorriso è tornato sulle mie labbra e questo lo devo solo a te. Lo devo a te perchè so che mi sei vicina, perchè non mi lasci sola neanche un secondo della mia giornata, perchè mi assisti e proteggi le mie bambine così come da piccola hai fatto con me.
Ieri, i miei due tesori hanno portato da scuola il lavoretto per la Festa della Mamma. Un piatto col fondo bianco, dipinto con colori vivaci dalle loro manine.

Con la tipica grafia di chi conosce le lettere dell’alfabeto solo da pochi mesi ho letto una scritta sul bordo del piatto: Ti Amo Mamma. Appena l’ho letto sono scoppiata a piangere come una bambina. Le mie piccole mi guardavano incredule chiedendosi cosa avessero fatto di male.

Ed io ho spiegato loro che le lacrime rigavano il mio viso semplicemente perchè era stata forte l’emozione che in quel momento avevo provato.
Mi sono rivista io piccina mentre ti porgevo il lavoretto fatto con le mollette di legno incollate tra loro per formare un sottopentola o l’appendino per le presine. Ho rivisto te mentre piangevi ed ho rivisto me che incredula (come ieri le mie figlie) ti guardavo.
Ho capito mamma che se è stata grande l’emozione che ho provato io nel ricevere il regalino dalle mie figlie è perchè grande è stata l’emozione che mi hai trasmesso tu quando avevi vissuto la stessa esperienza.
I genitori si augurano di lasciare in eredità ai propri figli denaro e beni materiali. Certo, ciò può far comodo. Ma posso anche affermare senza alcun dubbio  che non esiste qualcosa al mondo più grande, più immenso, più meraviglioso e completo, più ricco dell’amore tra madre e figlio, un amore universale.

Ti ringrazio mamma. Ti ringrazio perchè grazie a te so cos’è l’amore, grazie a te non sono una persona arida, sono una donna che ride quando c’è da ridere ma che non si vergogna di piangere quando la vita ti porta a piangere.

Mi manchi mamma. Tantissimo. Anzi di più. Non posso spiegare con le parole ciò che si prova a non averti accanto ogni giorno, a non poter sentire la tua voce neanche per telefono, a non potermi confidare con te, a non poter condividere con te i progressi delle mie bambine.
Ma so che ci sei cuore mio, so che sei sempre accanto a me. E so che ci sei quando guardo negli occhi le mie gioie e ti “vedo”. La morte e la vita. Vedo la luce, vedo la gioia, vedo l’amore….
Non esistono al modo gioielli e diamanti più preziosi di ciò che mi hai lasciato tu. Sono ricca mamma, tanto tanto ricca. Mi hai lasciato un tesoro dal valore inestimabile. E il mio cuore è troppo piccolo per poterlo contenere tutto.
Ti lascio una mia poesia, è per te… Ma mi raccomando, non piangere…. Voglio immaginarti sorridere, voglio immaginarti felice lì dove adesso sei… Voglio portare la tua dolcezza e il tuo sorriso nel mio cuore per sempre.
A presto mamma…
Ti amo.

 

MAMMA

Ancor nell’aria
il profumo della tua vivace cucina.
Delizie antiche
Figlie degli avi tuoi.
Mi solletica le narici,
accende il ricordo che ho di te.
L’immaginario prende forma:
ecco il tuo sorriso.
Radioso sulle labbra tue.
Le lacrime che rigano il tuo viso paffuto
al mio ritorno.
Tempo che tu sentivi immenso.
E ti rivedo stringermi,
forte,
quasi a soffocarmi.
Io bambina sulle tue ginocchia,
a far mio l’odore materno,
soave.
Di esso tu l’unica padrona.
Ladra io dell’amor infinito
che tu madre versavi nelle vene
della tua creatura.
Ero lì ad assorbir la tua vita.
Con avidità.
E te accondiscendente
ti donavi.
Hai trasfuso in me l’amor tuo immenso
cibo silenzioso.
Vestivi l’umiltà come divisa
fonte della tua ricchezza.
Oh mamma!
Potrei lasciarti nell’oblio,
ma farebbe troppo rumore
la tua eterna presenza.
Vincitrice onnipotente
sul buio divino,
cenere in materia
sempre luce nella mia anima.

Lina Pasca

10/05/09