Lina Pasca e dintorni…

…perchè la storia siamo noi….

Archivio per Fini; Berlusconi; Draghi; Tremonti; crisi; mercato_del_lavoro; disoccupazione; bunga_bunga

LE MENZOGNE NEL SACCO

Al di là di ogni perversione, stile di vita o bunga bunga degni del nostro Presidente del Consiglio, ciò che interessa a Generazione Italia è la crisi finanziaria che il nostro Paese sta attraversando e una conseguente necessaria modernizzazione del mondo del lavoro adeguata alle richieste del mercato corrente. Non è della costituzionalità di un lodo già di per se incostituzionale (quindi non passibile di ulteriori approfondimenti) che vogliamo riempire le pagine dei nostri network. Non è dell’ultimo capriccio sotto le lenzuola di chi governa questo Paese che a noi interessa. E non perché come qualcuno erroneamente pensa trattasi di gossip: quest’ultimo riguarda la gente dello spettacolo, non i nostri onorevoli ministri. Ma perché ora siamo arrivati veramente alla fine. La fine di un sogno fatto di cartone, di un Paese dove tutto va bene e dove la crisi non esiste, dove chi si può permettere festini a base di champagne, dimentica chi non arriva a fine mese. Abbiamo bisogno che qualcuno restituisca dignità al popolo italiano, un popolo preso in giro, umiliato, incantato, che ha creduto in chi ha promesso e ancora continua a promettere. Il che, si badi bene, non è reato se lo si fa in buona fede. Ma mentire, NO! Il Paese sta crollando, aumentano i disoccupati, i cassaintegrati, i precari, i lavoratori subordinati. Non è terrorismo, quello lo lasciamo ai talebani. E’ realtà. Neanche il Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che è sempre stato dissenziente sui dati sull’economia forniti dall’Istat e dalle associazioni di categoria, ha potuto negare la veridicità delle ultime analisi di Mario Draghi sull’occupazione. Secondo il Governatore della Banca d’Italia, lo scenario dell’occupazione italiana è quantomeno preoccupante: il tasso di disoccupazione pari all’8,5%, sale addirittura al di sopra dell’11% se si considerano i cosiddetti inattivi, cioè quelle persone che non cercano più lavoro. C’è qualcosa che non torna tra le analisi di Draghi e l’ottimismo di Berlusconi. E’ segno questo che i dati sono fallati e siamo tutti benestanti o che la tesi da paese del mulino bianco reclamizzato dal Presidente del Consiglio fino a qualche settimana fa comincia a mostrare cosa c’è realmente nel sacco? Niente, direi. Nel sacco non c’è niente, se non menzogne. Stare con Fini, non vuol dire solo aderire ad una politica fatta di legalità e di meritocrazia, dove le liste elettorali sono fatte dalla gente e non imposte, non vuol dire solo ridare all’Italia, ormai sbeffeggiata ed umiliata dal sarcasmo internazionale, l’immagine di un grande Paese qual’è, non vuol dire solo ritornare ad avere e pretendere rispetto per le Istituzioni, per la Magistratura e per la Carta Costituzionale, ma vuol dire anche e soprattutto sgombrare il campo dalle menzogne, rimboccarsi le maniche e prendere di petto questa situazione vergognosa che è a metà tra il tragico e l’inverosimile. Dobbiamo prendere coscienza che l’Italia è pienamente nel vortice di una crisi grave e contagiosa, guardarci allo specchio con la consapevolezza che il sogno di carta si è sbriciolato. L’Italia immobilizzata dall’incantatore mediatico deve avere la forza di uscire da questo tunnel di apparenze e frustrazioni. Solo se ci rendiamo conto di quella che è la verità, possiamo farcela. Così come i nostri nonni nel dopoguerra, tocca ora a noi combattere per riprenderci la nostra Italia. Noi, insieme a Gianfranco Fini.

 

Lina Pasca

da www.generazioneitalia.ivrea.it

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